sabato 19 maggio 2012

Io odio l'omertà e il silenzio: un abbraccio alle vittime di Brindisi


In questo terribile giorno in cui una ragazza è morta, un'altra è in fin di vita e molti ragazzi sono rimasti feriti in maniera grave per il vergognoso attentato alla scuola Morvillo - Falcone di Brindisi restano più che mai attuali le parole di Peppino Impastato.



E spero tanto che in questo paese in cui certa gente dimentica che le parole sono pietre e prende in giro la gente in tutti i modi possibili ed immaginabili, si faccia finalmente qualcosa per il bene comune.
Sono pronta a scommettere che ora qualcuno, approfittando di questa vicenda, potrà trasformare il nostro in uno stato di polizia.
Già qualche politico nelle solite inutili dichiarazioni di cordoglio ha parlato di abbassare i toni dello scontro sociale.
A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca 

5 commenti:

Mauro ha detto...

Purtroppo è morta anche la seconda ragazza.

Sono senza parole. Che io ricordi mai prima d'oggi né i vari terrorismi né le varie mafie avevano mai osato colpire una scuola.

Saluti,

Mauro.

Silvietta ha detto...

Difatti. La cosa, ammetto, mi puzza parecchio.
Ho anche aggiunto un pezzo al post ;)

Anonimo ha detto...

Non possiamo dimenticare che questa mafia/sacra corona unita per poter vivere deve necessariamente godere di spazi di omertà. Come allora non pensare anche ad una quota di responsabilità di una parte della comunità locale?

Mauro ha detto...

Per fortuna la notizia della morte della seconda ragazza è stata smentita.

Per quanto riguarda il resto: sinceramente non credo a complotti vari... credo solo che la criminalità organizzata abbia perso anche quel poco di "senso dell'onore" che si vantava di avere.

Saluti,

Mauro.

Locomotiva ha detto...

non lo so, ma l'unica cosa che spero è che chiunque sia, sia preso e preso a pernacchie dal vasto mondo, sullavia della galera.

Poi, come nota a margine, non è troppo elegante il cicaleccio che c'è stato.
Don Ciotti ed altri ci si sono buttati a pesce, per dare la colpa alla mafia.
Certo, le coincidenze: ma forse, cercare di farsi un po' meno pubblicità a se stessi come 'professionisti dell'antimafia'...

Che, aperta parentesi, 'professionista dell'antimafia' fu un invettiva che diede Sciascia - non un quaquaraquà qualunque, Leonardo Sciascia - a Paolo Borsellino.
Che, finchè era vivo, Borsellino (E Falcone) erano abbastanza maltrattati e malvisti - a torto, ma questo era.

Ora, che i 'professionisti dell'antimafia' di oggi non facciano lo stesso sbaglio di 'voler apparire' a tutti i costi, anche a caldo, male non farebbe.

Solo quei sedimenti di tristezza, dal cacciatore di mocrofono ai balordi che vedono in questo l'ennesima strage di Bologna.

Aspettiamo che si scopra il colpevole vero, e poi pigliamolo a pernacchie come popolo, senza che ci sia nessuno che -dopo- si pigli il merito.

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